Monica & Loretta

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Benvenuti nel Sito della fisioterapia Damonte! Ubicato al piano terreno della mia abitazione, con il Monastero di Santa Maria e il Pizzo Visagn alle spalle, il mio studio di fisioterapia si trova...

L'elasticità, la flessibilità, la scorrevolezza del sistema miofasciale possono essere migliorati attraverso uno specifico allenamento differenziato.

Le fasce sono una struttura conosciuta a livello anatomico, ma solo negli ultimi anni si è scoperta la reale importanza che questo sistema rappresenta.
Sono formate dalla matrice fibrosa, composta da proteine strutturali, il collage ,da proteine elastiche, l’elastina, e dalla sostanza fondamentale composta da acqua in forma legata e acido ialuronico, che mantiene il grado di idratazione.
Le fasce avvolgono come guaine il muscolo, i fasci muscolari e le fibre muscolari che compongono il muscolo stesso. Hanno una funzione di contenere la massa muscolare dandole una forma ben determinata: diversamente cadremmo a terra. Si estendono come vele, sono strutture forti, ma anche elastiche, devono scivolare una sull’altra, si adattano alla direzione di movimento e come un domino trasmettono la forza su binari miofasciali ben definiti, in quanto rappresentano un sistema di continuità.


Assorbono energia cinetica e come una catapulta sono in grado di liberarla e di generare movimenti esplosivi, ripetitivi ed economici che usano solamente in minima parte il muscolo stesso e quindi possono ripetersi a oltranza ( esplosività nel lanciatore di peso o di giavellotto, nel sollevatore di pesi e movimento perpetuo nel maratoneta).


A livello metabolico hanno una funzione di trasporto di nutrienti, di deposito di scorie, ma pure una funzione immunitaria. Non solo avvolgono i nostri organi , sono anche struttura principale del corpo umano, in quanto questo tessuto fasciale o connettivo è presente anche nelle ossa (connettivo che si ossifica), nei tendini, nei legamenti, nelle capsule e anche nel sangue stesso.

Le fasce sono il nostro più grande organo sensoriale in quanto nel tessuto connettivo fasciale abbiamo la maggior parte dei recettori di dolore, pressione, tensione, allungamento, posizione.
Sono controllate dal sistema vegetativo autonomo e dobbiamo sapere che anche uno stato emotivo può influenzarle, lo stress ne modifica la tensione, il caldo le rilassa e il freddo le rende più rigide e tese, l’immobilità le infeltrisce, il movimento le rende fluide, l’alimentazione le influenza e l’idratazione corporea pure.

Possono contrarsi indipendentemente dalla muscolatura, irrigidirsi e di nuovo rilassarsi
Sono un sistema reversibile, se propriamente allenato e soprattutto stimolato.
Riescono a reidratarsi, quindi a riportare acqua nel tessuto e quindi a riguadagnare elasticità, scorrevolezza, modificano la viscosità e questo grazie alla pressione che permette loro inizialmente di spremere la sostanza fondamentale come una spugna e in seguito di farla reidratare e rivitalizzare e questo a tutte le età!


dai 18-23 kg di peso corporeo di un adulto è tessuto connettivo o fascia ,quindi se questa struttura asciuga, si infeltrisce e si incolla, possiamo immaginare le conseguenze a livello corporeo.


Per l'allenamento è importante sapere che la struttura fasciale ha dei tempi di adattamento lunghi, ma se sapientemente allenata porta risultati stabili e una modifica reale sia macroscopica (postura), che microscopica (cellulare).
Allenarsi quindi con costanza e regolarità: 10-15 min al giorno due, tre volte la settimana , integrati nelle unità di allenamento , danno risultati visibili, sensazioni corporee diverse e miglior conoscenza del proprio corpo, forza, elasticità,resistenza, reattività, recupero più veloce, rigenerazione.
l’allenamento fasciale comprenderà quindi:

l'idratazione dei tessuto attraverso una sufficiente approvvigionamento giornaliero di ACQUA e il nutrimento del tessuto attraverso un' alimentazione variata con tutti i macro e micronutrienti, comunque prevalentemente alcalina.


Una fase di riscaldamento per alzare la temperatura corporea per influenzare la viscosità della sostanza fondamentale e dell’acido ialuronico. ( ….se scaldo il burro…diventa più liquido , si scioglie…e posso lavorarlo meglio) e della sostanza fibrosa.


Una fase di reidratazione , eseguita con i blackroll, rotoli per l’autotrattamento e l’automassaggio che sciolgono la tensione miofasciale, le adesioni della sostanza fondamentale e accellerano il processo di rigenerazione eseguendo compressioni lente! Per il processo di rigenerazione sono disponibili anche palline morbide, medio dure, dure per l’automassaggio o ricci da massaggio. ( sensi ball- franklin ball- toning ball)


Una fase di esercizi di allungamento delle e nelle fasce. Con esercizi mirati si può ottimizzare la lunghezza, lo scivolamento e il fondersi delle strutture miofasciali, ciò che favorisce una sensazione di rilassamento in tutto il sistema.


Una fase di esercizi di tirare, premere, spingere per far comunicare le varie strutture miofasciali fra loro, favorendo l’aumento della forza oppure le sinergie per aumentare la mobilità e la distribuzione della forza stessa lungo tutta la catena miofasciale.


Una fase di esercizi per aumentare l’effetto elastico della fascia: su e giù ritmico, slancio e movimenti a molla come anche allenare l’effetto domino delle fasce ( recall elastico).


Allenare i contrasti, tensione e allungamento seguiti da rilassamento, pressione seguita da un rilascio che favorisce la reidratazione ( prima strizzo la spugna, poi rilascio e permetto all’acqua di riempire la spugna), movimenti armonici fluidi.


La respirazione tridimensionale è fondamentale per la nostra salute, per un pensiero chiaro, per una postura equilibrata e un movimento funzionale.

360° di percezione corporea: solo chi percepisce e sente , sa effettivamente cosa un movimento raggiunge!


Sia nel quotidiano che in qualsiasi tipo di attività sportiva il training miofasciale è un valido strumento per mantenere il nostro corpo giovane, elastico, dinamico e vitale. Con fasce elastiche non faremo fatica a muoverci , miglioreremo le prestazioni sportive, avremo meno rischio di infortuni e strappi muscolari, e anche in età avanzata avremo movimenti fluidi, articolazioni più mobili e una camminata sciolta e leggera e non solo, anche il nostro pensiero sarà più brillante e il nostro aspetto apparirà più giovane!


CHI NON SI MUOVE, SI INCOLLA… E ALLORA .... MUOVIAMOCI !!!

 

 

 

 

 

 

 

Il Nostro Staff

Monica Damonte-Pellegrini Fisioterapista diplomata 1987

Dopo il diploma ho lavorato presso la clinica di riabilitazione Suva a Bellikon (AG), dopo di che mi sono trasferita in Ticino e ho iniziato a lavorare dapprima come fisioterapista ... +info

Loretta Berti-Pellegrini Inf. Odontoiatrica diplomata 1999

Ho conseguito il diploma di infermiera odontoiatrica nel 1999 e coltivo la passione dello sport e del movimento in generale da sempre. Bici, spinning , corsa, camminate in montagna e sci sono discipline che pratico con regolarità. La ginnastica è sempre stata una mia grande passione ... +info

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